13 ottobre 2011
Questo post era dedicato a qualcuno che ormai ha perso la capacità di volare.
Non ha più senso ciò che c'era scritto, non ha più senso per me.
Lascio però le foto dei miei gatti.
Loro sì che sanno volare, anche senza ali.
Novecento, scritto da Alessandro Baricco nel 1994, nasce come monologo teatrale. Nel 1998 Giuseppe Tornatore lo trasforma in un film dalle suggestioni straordinarie, La Leggenda del Pianista sull'Oceano.
In breve è la storia, raccontata dall'amico Tim Tooney, di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento nato a bordo del piroscafo Virginian nell'anno 1900, adottato dai marinai di bordo e dotato di un talento eccezionale per la musica che suonava il pianoforte come nessun altro; un uomo che non sarebbe mai sceso sulla terraferma, vivendo l'intera esistenza sulla nave, ma che conosceva ogni angolo di quel mondo mai visto, perfettamente, dettagliatamente, come se ci fosse stato personalmente, attingendo dai racconti e dai ricordi delle migliaia di passeggeri imbarcati sul Virginian nel corso degli anni.
Seguendo il pensiero dello stesso Baricco, che definiva il suo testo come una via di mezzo tra "una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce", ho avuto la fortuna di leggerlo ad alta voce, con un amico, durante un'estiva passeggiata pomeridiana in una cornice d'eccezione e con un pubblico eccezionale:
“A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran.”
Non so perché, dopo anni di indifferenza, proprio in quel momento Novecento è entrato nella mia vita, con un libro prima e con un film davvero meraviglioso poi, che hanno dato vita sottoforma di parole ai miei desideri e alle mie paure, quella stessa paura di vivere che attanaglia Novecento.
“Non fu quello che vidi che mi fermò, fu quello che non vidi...quello che non vidi...Riesci a capirlo???.quello che non vidi... La cercai.. la cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo... [...] Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita... Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.”
E poi, quasi per caso, il 27 dicembre ho assistito ad uno spettacolo: un monologo di un'ora e mezza; un attore, Francesco Biolchini, che ha interpretato Novecento in maniera superba, che ha incantato me, certo, ma sicuramente anche tutti gli spettatori, lasciandomi col fiato sospeso, strappandomi una lacrima commossa sul finale. Una scena spartana: un pianoforte e dei bagagli accatastati. Luci che si rincorrevano in un gioco d'ombre, in cui a tratti il riflesso del pianoforte si stagliava sul muro di fronte, a reclamare la sua importanza, a far sentire la presenza di Novecento sul palco, al punto che più di una volta, mentre Francesco – Tim Tooney raccontava di Novecento al piano, con la musica in sottofondo, mi sono ritrovata a fissare proprio il pianoforte, come aspettandomi di vedere il pianista all'opera. Se non è arte e suggestione questa...
Questa è un mix dell'esibizione di Francesco Biolchini, da YouTube. (Cliccando sul nome si apre il sito di questo artista incantatore).
“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”
Sono insetti dell'Ordine Odonata. In Italiano sono chiamate tutte “libellule”, in inglese si distinguono tra Dragonfly e Damselfly.
Le Dragonfly (sottordine Anisoptera – ali diverse) sono generalmente più grandi e con ampie ali, che in posizione di riposo tengono completamente spiegate, in orizzontale, o verso il basso e in avanti. Le Damselfly (sottordine – Zygoptera – ali simili) sono più piccole e più “eleganti” e in posizione di riposo tengono le ali chiuse, parallele all'addome..
Le immagini seguenti sono state scattate nei pressi del "mio" lago e grazie al forum di Natura Mediterraneo (che è favoloso e vale la pena di visitarlo) hanno avuto un nome, per me prima del tutto sconosciuto.
Queste ritraggono la "Trithemis annulata" (il rosso è il maschio, le altre sono femmine) e si tratta di Dragonfly
Questa è invece un maschio di "Ischnura Elegans" e, come si intuisce dal nome, è una Damselfly. Purtroppo questa è l'unica foto a fuoco e risente molto dell'uso del flash.
Ho partecipato ad uno swap trovaforbici organizzato da Alessandra nel suo blog.
Le partecipanti dovevano realizzare un trovaforbici, un puntaspilli ed un biglietto in cui raccontare un po' di sé e spedirlo ad un'abbinata segreta.
La mia abbinata era Valeria e questo è quanto le ho spedito:
Il biglietto con Snoopy e Woodstock è tratto da uno schema free di Hélène
Il trovaforbici, fronte e retro. Ho provato a cucirlo con la tecnica del biscornu e devo dire che non è venuto proprio male.
Infine, il puntaspilli. E' stato il primo che ho realizzato, è stato amore a prima vista, anche se mi ha creato qualche imbarazzo, poichè la cucitura a punti nascosti non è proprio invisibile...
Però mi sono divertita molto a farlo. Se volete cimentarvi, questo è il link.
Ed ecco quello che ho ricevuto da Laly.
Già la confezione è tutto un programma!
Un bellissimo biglietto con cartoncino ripiegato, legato con nastrino e cuoricini davvero teneri
Un puntaspilli tutto arricciato
Un piccolo scrigno
E all'interno... non sta benissimo con le mie nuove forbicine?
Grazie Laly, non mi aspettavo tutte queste meraviglie!